La condizione delle Donne nella repubblica iraniana

La giovane iraniana Reyhaneh Jabbari, condannata a morte per l’uccisione di un uomo che voleva stuprarla, è stata impiccata  all’alba del 25 ottobre nel carcere di Teheran dove era rinchiusa. Secondo alcune fonti, il figlio della vittima ha tolto lo sgabello da sotto i piedi della ragazza. 

Mentre la Repubblica iraniana, consapevolmente o meno, ha portato l'Iran e gli iraniani alla rovina, lo Shah Mohammad Reza ha modernizzato il Paese, e la sua politica estera si è sempre basata sull'amicizia con la comunità internazionale.

La repubblica iraniana ha anche approvato una legge che conferisce maggiori poteri alle pattuglie della "morale" con il compito di controllare e garantire il corretto abbigliamento islamico delle donne, ed addirittua alcune persone sfregiano le donne che non indossano correttamente il velo con dell'acido.

Ricordiamo che nel 1936 lo Shah di Persia, Mohammad Reza Pahlavi bandí il velo perché considerato simbolo di arretratezza, mentre divenne obbligatorio nel 1979 con l'Ayatollah Komeyni.  Sotto la dinastia Pahlavi le donne iraniane acquisirono il diritto di voto sia attivo che passivo; fu emanata la Legge per la Tutela della Famiglia, fissando nuove regole per il matrimonio, per la richiesta di divorzio, per la tutela della prole, per la poliginia; le donne ebbero accesso all’Università di Teheran e furono incoraggiate a seguire corsi di studi in Occidente;  la partecipazione politica femminile a ruoli attivi ed istituzionali divenne consistente e nel 1968 una donna divenne Ministro dell’Educazione. 

 Per salvare la vita della ragazza iraniana, il figlio dell'ultimo Shah di Persia, Reza Ciro Pahlavi, aveva lanciato un appello : "I miei compatrioti che mi seguono in Iran organizzino manifestazioni davanti al carcere dove è rinchiusa Reyhaneh Jabbari".  Secondo il figlio dello Shah, salvare la vita di Reyhaneh, al pari degli altri detenuti in attesa di esecuzione nel braccio della morte in Iran, "non significa negare i diritti di qualcuno e dimenticare che un crimine è stato commesso. Ci dovranno pure essere soluzioni migliori per una società del principio del 'qasas' (la legge del taglione) e delle esecuzioni".

 

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