Alleanza Monarchica

Emanuele Filiberto, Vietti, Saitta

Nel comunicato diffuso due giorni fa avevo già detto che avrei sostenuto Podestà a Milano, Porchietto a Torino e Angelo Vaccarezza a Savona. Non sono un uomo di partito, e comunque non posso andare contro alle mie idee (Emanuele Filiberto di Savoia).

Non è un iscritto né un eletto all’Udc. La sua è l’indicazione di un semplice trombato, vale quel che vale (On. Michele Vietti dell’Udc).

Sono sollevato al pensiero di non averlo al mio fianco, questo voltafaccia dimostra la naturale propensione dei Savoia a tradire (Antonio Saitta, candidato alla presidenza della Provincia di Torino, sostenuto dalle sinistre e poi anche dall’Udc).

Queste frasi riportate dal quotidiano “La Stampa” di martedì 17 giugno, meritano un commento.

Del Principe Emanuele Filiberto non ci era piaciuta la candidatura (anche se da indipendente) alle elezioni europee nell’Udc (al pari di come non ci sarebbe piaciuta in altri partiti) anche se per lui abbiamo votato. Dopo detta candidatura il Principe, alla presenza di un’Udc oscillante tra destra e sinistra alla ricerca di vantaggi, ha giustamente preso le distanze confermando di non poter andare contro le proprie idee e dichiarando di non appoggiare a Torino Saitta, candidato delle sinistre.

On. Vietti.
Con la propria dichiarazione l’On. Vietti vale a dire un super trombato (per usare il termine con il quale ha definito il Principe) con i 16.988 voterelli pari ad un misero 4,1%, (inferiori persino a quelli della lista Udc) racimolati quale candidato alla presidenza della Provincia di Torino, ha dato riprova di quanto vale e di come sia apprezzato.

Dr. Saitta.
Da parte sua il Dr. Saitta nel ciarlare di propensione ai tradimenti dei Savoia, ha dato prova di ignoranza storica oppure di precedentemente non confessata idolatria verso il nazismo che, accoppiata alla simpatia verso il bolscevismo (derivante automaticamente dall’appoggio goduto con la sua giunta dalle estreme sinistre comuniste) ne farebbero un vero e proprio campione di non democrazia.
A quali propensioni al tradimento dei Savoia ha fatto riferimento il Dr. Saitta?

Per quanto risulta a noi l’unica accusa di tradimento venne falsamente e opportunisticamente mossa da nazisti e fascisti dopo che Re Vittorio Emanuele III il 25 luglio 1943, valendosi della deliberazione del Gran Consiglio del Fascismo, massimo organo costituzionale italiano, estromise il Cav. Benito Mussolini da Capo del governo per poi procedere nel settembre all’armistizio con gli Alleati, evitando all’Italia la fine della Germania, divisa in due e sottoposta in una parte al terrore comunista sino al 1989.
Se il Dr. Saitta ha di queste propulsioni potrà trasferirsi a Cuba o nella Corea del Nord e così godere di quei regimi totalitari che in Italia iniziarono la fine (il fascismo) per opera del solo Re Savoia e non ebbero inizio (il comunismo) per opera dei monarchici che dopo aver votato il 2 giugno 1946 in oltre 10 milioni contro la repubblica, due anni dopo, il 18 aprile 1948 votarono compatti contro il Fronte popolare bolscevico-socialista evitando alla nostra Patria di fare la fine di Ungheria, Cecoslovacchia, Romania, Bulgaria e via dicendo.

L’On. Vietti e il Dr. Saitta studino la storia e siano grati a Casa Savoia ed ai monarchici italiani per aver dato anche a loro una Patria, conservandola libera dalla tirannide rossa.

Per completezza val la pena di rilevare che i candidati Podestà e Vaccarezza sostenuti dal Principe, hanno vinto le elezioni alle province di Milano e Savona, sottraendole per la prima volta, dopo decenni, alla sinistra. Solo nella provincia di Torino si è confermato il Dr. Saitta, candidato della sinistra-Udc.
Tirando i conti, nella partita Principe Emanuele Filiberto - sinistra, ha vinto il primo 2 a 1.

Roberto Vittucci Righini